Nel inizio del mese di settembre, mentre stavo in Puglia in visita di un gruppo di pellegrini medjugoriani provenienti da Canosa di Puglia, sono andata a San Giovanni Rotondo in giornata. Fu un esperienza di vita.

Dai racconti dei pellegrini che ho conosciuto o accompagnato a Medjugorje, sentivo sempre parlare delle guarigioni, dei segni tangibili della Grazia e dell’Amore di Dio operanti attraverso Padre Pio. Sognavo da tempo di andare a San Giovanni Rotondo, e finalmente, grazie alla Divina Provvidenza, sono partita anch’io. Se avete un giorno a disposizione, ecco cosa si può vedere e vivere in questa terra benedetta.

Visita all’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”

La giornata è iniziata all’Ospedale voluto da Padre Pio, e già varcando l’ingresso ho sentito che non era un luogo qualsiasi: era un luogo dove Dio opera attraverso l’uomo. La nostra guida, con dolcezza e competenza, ci ha mostrato reliquie, oggetti personali del Santo e tante lettere ai suoi figli spirituali. Poi la guida ci ha raccontato la storia di Giulielmo Sanguineti e di sua moglie Emilia. Lui, inizialmente laico e persino anticlericale, arrivò a San Giovanni Rotondo solo perché Emilia desiderava visitare il luogo per l’anniversario di nozze. Ma Dio aveva un piano: conoscendo Padre Pio, Giulielmo si trasformò e divenne uno dei collaboratori più stretti del Santo nella costruzione della Casa Sollievo della Sofferenza, lasciando Borgo San Lorenzo, nel Mugello, per dedicarsi completamente al progetto divino. Si confessò e, con occhi pieni di meraviglia, disse: “Qui c’è Dio in quest’uomo.

Ci ha parlato anche di Angelo Lupi (1906-1969), il braccio destro di Padre Pio, che rispose al Santo semplicemente: “La Casa di Sollievo della Sofferenza.

La Messa: sentirsi abbracciati da Dio

Dopo l’ospedale, abbiamo partecipato alla Santa Messa nella nuova chiesa di San Pio da Pietrelcina, concelebrata dal amico Don Nicola. Ricevere la Comunione in questo luogo di grazia è stato davvero speciale. All’uscita, davanti al Tabernacolo con i dipinti color oro della vita di Gesù, ho sentito che ogni sacrificio, ogni passo, ogni preghiera ha senso quando è donata con il cuore. Qui a San Giovanni Rotondo pregavano anche Papa Giovanni Paolo II nel 1987 e Papa Benedetto XVI nel 2009, e miei amici mi hanno raccontato che già quando Wojtyła era cardinale, scrisse a Padre Pio per chiedere la sua intercessione per una madre polacca. E Dio rispose, dimostrando che nulla è impossibile per Lui.

Il corridoio e la cripta: tra mosaici e silenzi

Percorrendo il corridoio verso la cripta, ho visto mosaici che raccontano come il male abbia tentato di fermare la sequela di Cristo in Padre Pio. Poi altro mosaico che mi ha catturato attenzione mostrava San Michele e Padre Pio pronto alla lotta: Dio è lì, presente nella nostra battaglia spirituale, e le parole scritte mi hanno toccato profondamente: “Il male ha radici nel mondo spirituale e si può combattere solo con le armi spirituali.” Ho pensato ai 5 sassi di Medjugorje, strumenti donati da Dio per difenderci dalle tentazioni. Ed ecco che felice incontro altro mosaico che mostrava San Francesco che porta il pane a un frate, con la scritta: “La vita spirituale non è imitazione di modelli esterni, ma primato della carità e unione d’amore con il Signore.Lungo la cripta dorata, si dice che siano stati utilizzati 12 kg di oro, ma la mia attenzione era tutta rivolta alla preghiera: dopo aver toccato il vetro che custodisce la salma di Padre Pio, ho fatto una preghiera intensa, sentendo Dio attraverso Padre Pio, vicino a me, vivo.

Maria Pyle: una donna guidata da Dio

Ci siamo fermati davanti all’immagine di Maria Pyle, che ha lasciato tutto per Dio e per Padre Pio, fondando numerosi gruppi di preghiera. Nata nel 1888 a New Jersey, inizialmente protestante, studiò religione cattolica e si fece battezzare a Barcellona. Quando desiderava raggiungere Padre Pio, lui le disse: “Figlia mia, non andare in giro. Fermati qui.” Lei obbedì e ogni giorno percorreva a piedi la chiesetta dei Cappuccini, vivendo la vita di Dio nel quotidiano. Costruì una villa rossa vicino al convento, ispirata dal Signore, dove accoglieva chi cercava pace e preghiera. Si iscrisse al Terzo Ordine Francescano e si consacrò al Signore con voto di castità perpetua.

Immagine di Maria Pyle a San Giovanni Rotondo, collaboratrice di Padre Pio

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Dopo pranzo siamo andati alla Chiesa vecchia, Santa Maria delle Grazie, che domina il plateau. Dentro, abbiamo visitato la confessionale. Salendo nel coro abbiamo visto una esposizione di foto di Padre Pio da giovane e come i suoi genitori abbiano sacrificato tutto perché lui potesse consacrarsi a Dio. Poi siamo entrati nella zona della cella nella quale viveva e lottava e del Crocifisso, dove si ammira una delle foto più belle di Padre Pio con le stigmate.

Era venerdì 20 settembre del 1918, dopo la festa delle stigmate di San Francesco. Padre Pio meditava la Passione di Gesù, quando apparve il Cristo piagato. La visione durò pochi minuti, ma al ritorno in sé trovò le piaghe sanguinanti, soprattutto quella vicino al cuore. Questo momento, riportato nel Diario di Padre Agostino da San Marco in Lamis (1919), mi ha fatto capire quanto Dio permetta sofferenze e prove per unirci più profondamente a Lui.

Un incontro speciale e desideri futuri

Non sono salita sulla Via Crucis, ma lungo il percorso ho incontrato un pellegrino di Medjugorje. Vorrei tornarci assolutamente. Perché Padre Pio è amico e strumento di Dio. Padre Pio è un grande amico in cielo, tramite cui Dio ci guida, consola e protegge. E che bello sapere che abbiamo la sua statua a Medjugorje nel Salone Giallo ????

Padre Pio, intercedi per noi!

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