
La storia di Jozo Vasilj, il contadino che tornò a vedere
All’alba delle apparizioni di Medjugorje, mentre il paese viveva giorni di stupore, timore e speranza, iniziarono a circolare voci di guarigioni inspiegabili. Testimonianze semplici, spesso provenienti da persone umili, che raccontavano di un dono ricevuto per intercessione della Madonna. Tra queste, una delle più note e documentate è quella di Jozo Vasilj, anziano contadino di Bijakovići, che divenne ben presto un simbolo dei primi giorni di Grazia.
Un uomo provato dalla sofferenza

Jozo aveva trascorso anni nella prova. Una semiparesi all’occhio sinistro lo aveva già menomato, e nel giro di poco tempo aveva perso la vista anche dall’altro occhio. Alla cecità si aggiungeva una grave dermatite che devastava mani e braccia. Né cure né competenze mediche — nemmeno quelle del figlio dermatologo emigrato in Canada — erano riuscite a portargli sollievo.
Intanto, la voce delle apparizioni correva veloce. I giornali jugoslavi iniziavano a parlarne, spesso con toni di scherno o preoccupazione, mentre il regime osservava con inquietudine il movimento crescente intorno al Podbrdo.
Il desiderio semplice di un nonno
La svolta arrivò in modo umile, quasi domestico. La nipotina Vida, che si preparava a salire sul Podbrdo nei primissimi giorni delle apparizioni, sentì il nonno chiedere una cosa semplice:
«Portami un po’ di terra dalla collina della Madonna.»
Jozo non poteva salire: la salute glielo impediva. Vida tornò con terra, sassolini e alcune piantine, raccolti lì dove i veggenti vedevano la Gospa.
«Ecco, nonno, te li porto dal posto dove appare la Madonna», disse porgendogli ciò che aveva raccolto con devozione.
Una notte di preghiera, un mattino di luce
Quella notte Jozo pregò a lungo, stringendo nella mano il sassolino e la terra del Podbrdo. Al mattino decise di lavarsi gli occhi con l’acqua in cui aveva immerso quella terra, rendendola torbida, quasi fangosa.
Ciò che accadde subito dopo lasciò incredulo lui stesso.
«Vedo!», gridò Jozo.
Davvero vedeva: la vista era tornata all’improvviso, nitida. E insieme alla vista, erano sparite tutte le piaghe che per anni avevano segnato le sue mani e le sue braccia.
La moglie, che aveva condiviso con lui ogni giorno di dolore, rimase senza parole. Poi corse in paese, commossa fino alle lacrime:
«Mio marito è guarito! Mio marito è guarito!»
Il villaggio in fermento e la reazione del regime
La notizia dilagò in poche ore. Gente di ogni parte del villaggio accorse a vedere Jozo. Arrivarono anche giornalisti, fotografi, sacerdoti e persino il vescovo per constatare il fatto.
Ma non tutti erano pronti a lasciar emergere la verità. Le autorità minacciarono Jozo e i veggenti: parlare pubblicamente di miracolo avrebbe potuto significare il carcere.
Jozo però rispose con la calma di chi ha visto la luce:
«Non posso dire che sono stato sempre sano. Sarebbe una bugia. Solo il Signore decide della mia salute.»
I veggenti, nonostante la pressione, confermarono ciò che avevano visto e vissuto.
Un segno dei primi giorni
La guarigione di Jozo Vasilj rimane una delle prime e più forti testimonianze dei giorni luminosi del 1981. È una storia che ancora oggi, a distanza di decenni, racconta non solo un miracolo fisico, ma anche l’inizio di un cammino spirituale medjugoriano che avrebbe toccato milioni di persone.
Un segno semplice, nato dalla fede di un nonno e dall’amore di una nipotina, divenuto parte della memoria viva di Medjugorje e della nostra gente.
Riflessione biblica: la terra come strumento di Grazia
Il miracolo di Jozo Vasilj richiama un gesto di Gesù riportato nel Vangelo di Giovanni. ”Detto questo, gli spalmo gli occhi con del fango fatto con la saliva, e gli disse:”Va’ a lavarti nella piscina di Siloé”. Così egli andò, si lavò e tornò a vedere.” (Giovanni 9,6-7)
Anche in questo episodio evangelico, la terra unita alla preghiera diventa mezzo attraverso cui Dio dona la guarigione.
Un’eredità che continua
Molti pellegrini, dopo aver conosciuto la storia di Jozo, mi scrivono raccontando come la terra del Podbrdo li aiuti a sentirsi spiritualmente vicini a Medjugorje anche quando sono lontani.
Per questo ho preparato alcuni rosari che custodiscono un piccolo frammento di quella stessa terra, raccolta con cura sulla Collina delle Apparizioni.
Non sono semplici oggetti, ma segni di fede, da portare con sé o da donare a chi ha bisogno di una carezza della Gospa. Li trovi sul mio sito, insieme ad altri oggetti sacri scelti per accompagnare il tuo cammino di preghiera. Ecco il link:
Un segno che parla al cuore
Questo episodio ci ricorda che Dio opera anche nei dettagli più umili della vita quotidiana, che la fede può aprire gli occhi e il cuore.
Con affetto,
Ivana Silvestro

Rosario di Medjugorje in pietra dalla Collina delle Apparizioni con lo Spirito Santo e Gesù Misericordioso
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IVANA SILVESTRO d.o.o. è un tour operator con sede a Medjugorje, Bosnia & Erzegovina, specializzato nell'organizzazione tecnica di pellegrinaggi a Medjugorje e Spag. La fondatrice, Ivana Silvestro, originaria di Medjugorje, e suo marito Stefano Silvestro, italiano, hanno creato questa agenzia con l'obiettivo di offrire esperienze di pellegrinaggio autentiche e personalizzate.
Ivana, con la sua conoscenza profonda di Medjugorje, si impegna a interagire direttamente con ogni partecipante per assisterli nel loro cammino spirituale e aiutarli a comprendere il "perché" della loro visita a Medjugorje.
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Usciremo due volte sui monti, il mercoledì sul Krizevac e il giovedì su Podbrdo.
Non ti sarà proibito nulla ma meglio disciplinarsi e resistere alla tentazione. Se poi, soffri molto mal di testa e non c’è la fai perché ti distrae dalla preghiera, nella casa c’è la macchinetta per il caffè.
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