
Mi ha rallegrata profondamente questa notizia..
Oggi inizia la QUARESIMA, tempo speciale in cui il cuore viene dolcemente richiamato all’essenziale.
Anche Papa Leone XIV ci invita al DIGIUNO e alla PREGHIERA. Mi ha rallegrata profondamente questa notizia.
È stato come una conferma interiore. Come se il Cielo ci stesse ripetendo ancora le stesse parole. Come se parlasse la Madonna di Medjugorje con la sua voce materna. Quando il Papa dice che “ L’astensione dal cibo, infatti, è un esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione. Proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento”.
Sento riecheggiare gli stessi inviti che a Medjugorje ascoltiamo da oltre quarant’anni: tornare a Dio con il CUORE, attraverso la preghiera e il digiuno.
Ed è proprio di questo che voglio parlarvi.
Digiuno e Preghiera: la via verso la pace
Quando si parla di preghiera, quasi spontaneamente viene in mente anche il digiuno. Non è un caso. C’è un legame profondo tra i due, tanto che Gesù stesso li unisce. Ricordate il passo in cui i discepoli non riuscirono a liberare un ragazzo da uno spirito muto? Gesù spiegò chiaramente:
«Questa specie non si può scacciare in alcun modo se non con la preghiera e il digiuno.» (Mc 9,29)
Non è solo un episodio del Vangelo. Anche la Gospa nei suoi messaggi ci invita a «digiunare e pregare con il cuore» (20.9.1984). Preghiera e digiuno camminano insieme. Ma come?
Due facce della stessa medaglia
Non esiste un confine netto: dove finisce l’una e inizia l’altro?
Pregare significa “stare con Dio”, vivere della Sua presenza, come lo Sposo che è con i suoi amici (Mc 2,18-20). Il digiuno, invece, è uno strumento che custodisce la libertà interiore, ci aiuta a sentire il bisogno di Dio e a tornare a Lui con sincerità.
La Gospa lo dice con semplicità:
«Rinunciate a ciò che vi impedisce di essere più vicini a Gesù.» (25.3.1998)
«Pregate e digiunate.» (25.7.2004)
Quando il digiuno è unito alla preghiera diventa forza spirituale. Arriva persino a fermare le guerre (25.2.2003). Già Basilio Magno spiegava che se tutti accogliessero il digiuno, la pace regnerebbe nel mondo: ci libererebbe dall’avidità e dalla conflittualità, insegnandoci la rinuncia e la sobrietà.
Una scelta non violenta
Digiunare significa restare “a mani nude”, senza appoggi umani, confidando solo in Dio. È una scelta profondamente non violenta, che rafforza la fede. La Gospa lo ribadisce:
«Con il digiuno e la rinuncia, figlioli, sarete più forti nella fede.» (25.3.2007)
Il digiuno del cuore apre gli occhi sulle meraviglie di Dio, ci rende più sensibili al bene, più capaci di riconoscerlo e di viverlo. Trasforma interiormente e, piano piano, ci rende operatori di pace.
Digiuno e missione
Gesù inviò i discepoli senza pane, senza bastone, senza denaro (Mt 10,10; Lc 9,3). Perché? Perché l’annuncio del Regno fosse puro, libero, affidato totalmente alla Provvidenza.
Il digiuno è questo: un piccolo “perdere” per guadagnare libertà, fiducia, essenzialità. Quando siamo pieni della gioia di Dio, il digiuno non pesa: diventa quasi naturale.
La Gospa ci invita anche a offrire la nostra vita per collaborare ai suoi piani:
«Pregate e digiunate ancora più intensamente… affinché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che desidero compiere.» (25.8.1991)
I frutti spirituali
Digiunare significa imparare a dire “no” a ciò che ci distrae dall’amore. E i frutti sono concreti: pace nel cuore, gioia nelle piccole cose, libertà dalle tensioni inutili. Diventiamo uomini e donne capaci di portare pace attorno a noi.
Un esempio toccante è quello di Dorothy Day che, durante il Concilio Vaticano II, affittò una stanza in un quartiere povero di Roma e digiunò per dieci giorni a pane e acqua, pregando per la Chiesa e per il mondo. Tornò trasformata, con la certezza che digiuno e preghiera insieme aprono strade di speranza.
A Medjugorje tutto questo non è teoria. Da più di trent’anni si tiene il seminario di Seminario di digiuno, preghiera e silenzio a Medjugorje iniziato da Slavko Barbarić più di 30 anni fa. È un’esperienza semplice ma profonda (come lo è anche Nostra Madre) : pane e acqua, adorazione, Rosario, silenzio del cuore. Un cammino che ha cambiato la vita di tante persone.
Se senti che questo tempo di Quaresima può essere per te un nuovo inizio, se desideri capire meglio come vivere il digiuno con equilibrio e serenità… scrivimi al 3516096125 Ivana Silvestro, referente per il Seminario digiuno, preghiera e silenzio per Italia. Data unica per il 2026 dal 22 al 27 Novembre 2026.
Con gioia ti racconto di più.

Ora vorrei riportare testo completo del Messaggio del Santo Padre Leone XIV:
Ascoltare e digiunare.
La Quaresima come tempo di conversione
Cari fratelli e sorelle!
La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno.
Ogni cammino di conversione inizia quando ci lasciamo raggiungere dalla Parola e la accogliamo con docilità di spirito. Vi è un legame, dunque, tra il dono della Parola di Dio, lo spazio di ospitalità che le offriamo e la trasformazione che essa opera. Per questo, l’itinerario quaresimale diventa un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la via che sale a Gerusalemme, dove si compie il mistero della sua passione, morte e risurrezione.
Ascoltare
Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio alla Parola attraverso l’ascolto, poiché la disponibilità ad ascoltare è il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro.
Dio stesso, rivelandosi a Mosè dal roveto ardente, mostra che l’ascolto è un tratto distintivo del suo essere: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido» (Es 3,7). L’ascolto del grido dell’oppresso è l’inizio di una storia di liberazione, nella quale il Signore coinvolge anche Mosè, inviandolo ad aprire una via di salvezza ai suoi figli ridotti in schiavitù.
È un Dio coinvolgente, che oggi raggiunge anche noi coi pensieri che fanno vibrare il suo cuore. Per questo, l’ascolto della Parola nella liturgia ci educa a un ascolto più vero della realtà: tra le molte voci che attraversano la nostra vita personale e sociale, le Sacre Scritture ci rendono capaci di riconoscere quella che sale dalla sofferenza e dall’ingiustizia, perché non resti senza risposta. Entrare in questa disposizione interiore di recettività significa lasciarsi istruire oggi da Dio ad ascoltare come Lui, fino a riconoscere che «la condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa».
Digiunare
Se la Quaresima è tempo di ascolto, il digiuno costituisce una pratica concreta che dispone all’accoglienza della Parola di Dio. L’astensione dal cibo, infatti, è un esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione. Proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo “fame” e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento. Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo.
Sant’Agostino, con finezza spirituale, lascia intravedere la tensione tra il tempo presente e il compimento futuro che attraversa questa custodia del cuore, quando osserva che: «Nel corso della vita terrena compete agli uomini aver fame e sete di giustizia, ma esserne appagati appartiene all’altra vita. Gli angeli si saziano di questo pane, di questo cibo. Gli uomini invece ne hanno fame, sono tutti protesi nel desiderio di esso. Questo protendersi nel desiderio dilata l’anima, ne aumenta la capacità». Il digiuno, compreso in questo senso, ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene.
Tuttavia, affinché il digiuno conservi la sua verità evangelica e rifugga dalla tentazione di inorgoglire il cuore, dev’essere sempre vissuto nella fede e nell’umiltà. Esso domanda di restare radicato nella comunione con il Signore, perché «non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio». In quanto segno visibile del nostro impegno interiore di sottrarci, con il sostegno della grazia, al peccato e al male, il digiuno deve includere anche altre forme di privazione volte a farci acquisire uno stile di vita più sobrio, poiché «solo l’austerità rende forte e autentica la vita cristiana».
Vorrei per questo invitarvi a una forma di astensione molto concreta e spesso poco apprezzata, cioè quella dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace.
Insieme
Infine, la Quaresima mette in evidenza la dimensione comunitaria dell’ascolto della Parola e della pratica del digiuno. Anche la Scrittura sottolinea questo aspetto in molti modi. Ad esempio, quando narra, nel libro di Neemia, che il popolo si radunò per ascoltare la lettura pubblica del libro della Legge e, praticando il digiuno, si dispose alla confessione di fede e all’adorazione, in modo da rinnovare l’alleanza con Dio (cfr Ne 9,1-3).
Allo stesso modo, le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. In questo orizzonte, la conversione riguarda, oltre alla coscienza del singolo, anche lo stile delle relazioni, la qualità del dialogo, la capacità di lasciarsi interrogare dalla realtà e di riconoscere ciò che orienta davvero il desiderio, sia nelle nostre comunità ecclesiali, sia nell’umanità assetata di giustizia e riconciliazione.
Carissimi, chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro. E impegniamoci affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore.
Di cuore benedico tutti voi e il vostro cammino quaresimale.
Dal Vaticano, 5 febbraio 2026, memoria di Sant’Agata, vergine e martire.
LEONE PP. XIV
Con questo blog vorrei augurarti buon e benedetto cammino quaresimale, pieno di crescita e frutti spirituali. un caro saluto da Medjugorje
Ivana Silvestro

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IVANA SILVESTRO d.o.o. è un tour operator con sede a Medjugorje, Bosnia & Erzegovina, specializzato nell'organizzazione tecnica di pellegrinaggi a Medjugorje e Spag. La fondatrice, Ivana Silvestro, originaria di Medjugorje, e suo marito Stefano Silvestro, italiano, hanno creato questa agenzia con l'obiettivo di offrire esperienze di pellegrinaggio autentiche e personalizzate.
Ivana, con la sua conoscenza profonda di Medjugorje, si impegna a interagire direttamente con ogni partecipante per assisterli nel loro cammino spirituale e aiutarli a comprendere il "perché" della loro visita a Medjugorje.
Assolutamente sì! Puoi partecipare a uno dei pellegrinaggi programmati, che credo sia un'esperienza molto bella da condividere con il tuo coniuge e un'opportunità educativa per i bambini o i nipoti. Inoltre, offriamo tariffe scontate per i più piccoli:
Fino a 4 anni: €100
Dai 4 ai 6 anni: sconto del 50%
Dai 7 ai 12 anni: sconto del 30%
È previsto anche il tempo per la riflessione individuale, due volte al giorno. Nel programma sono inserite le pause per farti riposare. Per la passeggiata e meditazione. Ogni sera i partecipanti seguono il programma serale in Parrocchia.
Usciremo due volte sui monti, il mercoledì sul Krizevac e il giovedì su Podbrdo.
Non ti sarà proibito nulla ma meglio disciplinarsi e resistere alla tentazione. Se poi, soffri molto mal di testa e non c’è la fai perché ti distrae dalla preghiera, nella casa c’è la macchinetta per il caffè.
Sì, ti forniremo il pane senza glutine.
Il Cammino da Sarria a Santiago de Compostela è lungo 115 km, quindi, generalmente, si impegnano 5 giorni per completarlo.
Pernottamento in albergue prenotati, e talvolta i pasti (colazione e cena). Include ‘’la credenzial’’ (la credenziale) che attesta il completamento del Camino e il certificato finale.
Il Cammino da Sarria è considerato una delle tratte più facili, con percorsi relativamente brevi e un dislivello moderato. Tuttavia, comunque richiede un minimo di preparazione fisica, dato che il terreno può essere accidentato e le distanze variano ogni giorno.