Il mio diario del Mladifest 2026: sei giorni alla fonte, a Medjugorje

Giovani da 76 Paesi alla sfilata delle bandiere del Mladifest Medjugorje 2026

Dal 1° al 6 agosto 2026, migliaia di giovani provenienti da 76 Paesi del mondo hanno raggiunto Medjugorje per il 37° Mladifest, il Festival dei Giovani, dedicato al tema “Ad Fontem – Alla fonte”.

Per me il Mladifest non è una novità. Ci vado ogni anno. Eppure il Festival dei Giovani di Medjugorje 2026 è stato diverso.

Forse per il numero di giovani, forse per ciò che era accaduto pochi giorni prima dell’inizio (leggi: atto di vandalismo a Medjugorje), forse per il modo in cui ho vissuto personalmente questi sei giorni.

Più volte ho avuto la sensazione che, pur arrivando da 76 Paesi diversi, eravamo tutti uno.

Ed è proprio questa, secondo me, una delle caratteristiche più belle del Mladifest: per qualche giorno le differenze si fanno piccole e rimane l’essenziale.

Prossimo appuntamento: Mladifest Medjugorje 2027, dal 27 al 31 luglio. Riferimento biblico: Colossesi 3,15.

Giovani in preghiera con le candele durante il Mladifest Medjugorje 2026

Mladifest 2026: “Ad Fontem”, alla fonte

Il tema del 37° Festival dei Giovani era “Ad Fontem – Alla fonte”.

E mai come quest’anno mi è sembrato un tema perfetto. Per sei giorni Medjugorje è diventata una grande fonte di preghiera, testimonianze, musica, file di confessioni a ogni ora a volte anche un ora di attesa , adorazione, amicizia e fraternità. Il Mladifest è un appuntamento che rinnova soprattutto i giovani. Io lo vivo ogni anno ”da interno”e ogni volta mi sorprende vedere ragazzi provenienti da tutto il mondo arrivare a Medjugorje con una cosa in comune: la sete di Dio.

Gruppo di giovani pellegrini al Mladifest Medjugorje 2026 con la guida Ivana Silvestro

Prima ancora dell’inizio: Medjugorje era già in preghiera

Mentre noi eravamo ancora in viaggio dall’Italia verso Medjugorje, alcune delle nostre pellegrine erano già arrivate e ci aspettavano. Quella sera hanno partecipato alla preghiera sulla collina con il veggente Ivan Dragičević, durante l’incontro delle ore 21 previsto per il Rosario e 22 per apparizione. Noi eravamo ancora sul pullman. Ma ci siamo uniti a loro attraverso i cellulari. Loro sulla collina. Noi in viaggio. E tutti insieme, nella preghiera.

Il Mladifest, per noi, era iniziato ancora prima di arrivare. Quattro giorni prima del Festival: un fuoco non può spegnere la preghiera Pochi giorni prima dell’inizio del Mladifest, Medjugorje era stata colpita da un grave atto di vandalismo. Non voglio che questo episodio diventi il centro del racconto.

Ma non posso ignorare il contrasto che ho visto nei giorni successivi.

Da una parte il fuoco appiccato pochi giorni prima. Dall’altra, quattro giorni dopo, l’altare del Festival pieno di sacerdoti e vescovi e davanti a loro migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo. Mi è sembrato un contrasto fortissimo. Come se qualcuno avesse provato a fermare qualcosa. Ma nessuno può fermare un’opera che appartiene a Dio. Il Festival è iniziato. E Medjugorje era piena.

Pellegrini sul Križevac prima della Messa all’alba durante il Mladifest 2026

Giorno 1: “Finalmente a casa”

Il primo giorno del Mladifest è soprattutto attesa.

Arrivi, cerchi il tuo posto all’ombra – poca, pochissima! – ti sistemi come puoi e aspetti.

Poi arriva il Rosario. E a un certo punto senti partire quel canto:

“Osanna, osanna, osanna in excelsis…” E lo sai. Il Festival è iniziato. Subito dopo arriva la sfilata delle bandiere. Quest’anno, a mio parere, era ancora più organizzata e ordinata. In quel momento ho pensato:

“Finalmente a casa.” Tutta la fatica del viaggio era valsa la pena (e io ne ho fatte 24 del viaggio in 2 giorni). Ora non restava che fare una cosa: lasciarsi andare e abbandonarsi al Signore.

Giorno 2: Podbrdo, Nuovi Orizzonti e la Madonna in mezzo a noi

Il secondo giorno abbiamo avuto anche un po’ di tempo per vivere Medjugorje al di fuori degli appuntamenti principali essendoci pausa di domenica. Siamo saliti con calma in gruppo sul Podbrdo, pregando Rosario, i misteri della gioia e facendo la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.

Poi siamo andati alla Comunità Nuovi Orizzonti, dove ho ritrovato amici che conosco bene.

Solo pochi giorni prima, infatti, ero stata proprio lì per il campo per le famiglie di Nuovi Orizzonti, al quale avevo partecipato con la mia famiglia. Tornare con il gruppo del Mladifest è stato quindi un po’ come tornare a casa. Abbiamo ascoltato una testimonianza molto forte e poi invocato lo Spirito Santo.

L’anfiteatro si è letteralmente infiammato. Ci siamo sentiti subito a casa.

Ivana Silvestro, guida di Medjugorje con i pellegrini giovani d’Italia durante il Mladifest-Festival dei giovani
La Madonna passa in mezzo a noi

La sera siamo tornati in parrocchia per la processione della statua della Madonna. E qui c’è un’immagine che mi è rimasta impressa. Non siamo stati noi ad andare verso di Lei. È stata Lei a passare in mezzo a noi. Anzi, praticamente davanti a noi. Eravamo proprio addossati al corridoio, anche perché cercavamo disperatamente un filo di corrente! n mezzo a migliaia di persone, la statua della Madonna è passata proprio davanti a noi.

Caldo, ventagli e inginocchiatoi: il lato concreto del Mladifest

Il Festival è coinciso con una forte ondata di calore. Su questo, obiettivamente, non potevamo farci molto.

Eravamo a Medjugorje all’inizio di agosto e il caldo faceva parte delle condizioni del viaggio. Bisognava essere attrezzati: acqua, cappellini, ventagli e sedie. E, naturalmente, inginocchiatoi di tutti i tipi!

Dopo sei giorni ci siamo guardati e abbiamo notato che eravamo un po’ dimagriti. E, a dire il vero, a nessuno dispiaceva troppo!

L’unico aspetto che mi sento di segnalare come meno positivo è stato l’aumento dei prezzi riscontrato in alcuni supermercati e locali, soprattutto nei luoghi frequentati dai pellegrini per bere qualcosa e trovare un po’ di refrigerio dal caldo. Non è certo questo a definire il Mladifest.

Ma credo che un report sincero debba raccontare anche gli aspetti concreti dell’esperienza.

Giorno 3: catechesi, perdono e la memoria di padre Slavko

Il terzo giorno siamo partiti presto per incontrare padre Giovanni della Comunità monfortana di Medjugorje.

Ci ha accolti con grande semplicità e ci ha persino detto che eravamo un gruppo simpatico, che avevamo qualcosa di speciale. Scherzi a parte, è stata una catechesi davvero preziosa. Di catechesi così, pensate anche per gli adulti, ce ne vorrebbero di più. Dopo padre Giovanni abbiamo ascoltato padre Filippo, e suor Marianne, brasiliana. Il tema era il perdono.

Gruppo di giovani pellegrini al Mladifest Medjugorje 2026 con la guida Ivana Silvestro
La preghiera sulla tomba di padre Slavko

Dopo l’incontro con i monfortani abbiamo fatto una tappa molto significativa: siamo andati a pregare sulla tomba francescana e sulla tomba di padre Slavko Barbarić.

Padre Slavko è stato una delle figure fondamentali nella nascita e nello sviluppo del Festival dei Giovani, iniziato nel 1989. Pregare sulla sua tomba proprio durante il Mladifest ci ha permesso di ricordare le radici di quello che stavamo vivendo. Oggi migliaia di giovani arrivano da tutto il mondo.

Ma tutto questo ha avuto un inizio. La preghiera con le candele: quando Medjugorje diventa silenziosa

La sera è arrivato uno dei momenti che ho amato di più. La preghiera con le candele. Era uno dei pochi momenti in cui le luci erano completamente spente. Silenzio. Buio. Davanti alla croce, frate Ivan guidava la meditazione. Poi tre frati hanno portato la luce della candela dall’altare e l’hanno condivisa con i volontari. E i volontari l’hanno condivisa con noi, uno per uno. Noi ci eravamo preparati con le nostre candele rosse. Una piccola luce passava da una persona all’altra.

Giorno 4: Ivo Juričić, Oasi della Pace e una pausa necessaria

Una cosa che ho imparato accompagnando gruppi a Medjugorje è che un Festival così intenso deve essere bilanciato con i momenti più calmi del gruppo. Il quarto giorno siamo andati a visitare Ivo Juričić e poi Oasi della Pace, avendo il nostro pullman a disposizione per i spostamenti a Medjugorje.

Ed è stato un dono.

Nel nostro gruppo c’erano diverse persone in discernimento riguardo a situazioni molto delicate e alle cure salvavita. La testimonianza di Ivo è stata particolarmente apprezzata. Personalmente penso che una testimonianza come la sua meriterebbe di essere ascoltata anche sul grande palco del Festival.

Durante l’incontro si è parlato anche dei segreti di Medjugorje, con particolare attenzione al terzo segreto.

Il musical della Comunità Cenacolo

La sera abbiamo assistito allo spettacolo musicale preparato dalla Comunità Cenacolo.

Bellissimo.Non so cosa fosse più bello tra i testi, la musica e i costumi.

E Gesù crocifisso era talmente realistico che sembrava di avere davanti una scena vera.

Intorno a noi, alcuni dei pellegrini più piccoli si erano addormentati sul prato.

Del resto, il Festival richiede anche una certa preparazione fisica.

Si cammina. Si sale. Si scende. Si prega. Si canta. E si consuma energia cercando di prendere tutte le grazie possibili.

La statua del Cristo Risorto: meglio andarci di notte

Tra le tappe che non possono mancare a Medjugorje c’è anche la statua del Cristo Risorto. Noi siamo andati molto tardi, di notte. È il momento che consiglio a chi vuole evitare le lunghe file. Sorprendentemente non “sgocciolava” e nessun sa spiegare perchè a volte si e a volte no.

La notte, quando Medjugorje rallenta, quel luogo assume un’atmosfera ancora più raccolta.

Gruppo di giovani pellegrini al Mladifest Medjugorje 2026 con la guida Ivana Silvestro

Il nostro gruppo: giovani, ma con una fede già in cammino

Il mio gruppo quest’anno era giovane e stupendo. Persone davvero speciali che ho conosciuto, di un cuore grande nonostante il passato travagliato, che hanno saputo donare a me e al gruppo tanto sul piano umano da farne tesoro nella vita quotidiana. Abbiamo condiviso preghiere, conversazioni, pasti, risate e momenti di silenzio. Dopo il programma serale, molti giovani rimanevano ancora fino a mezzanotte a cantare e ballare e hanno dato vita ai momenti spontanei di convivialità , i più belli e non programmati. E sì, qualcuno si è anche innamorato a prima vista! Ma la cosa che mi ha colpita di più è stata un’altra.

La loro sete di Dio.

Erano aperti, curiosi, assetati della Parola.

Come guida mi ha colpito soprattutto la loro maturità spirituale.

Erano giovani, sì, ma molti avevano già un cammino di fede ben avviato.

Un piccolo gesto diventato nostro: salutare la Gospa con l’Angelus.

Durante il pellegrinaggio ho voluto insegnare ai ragazzi anche un piccolo gesto, semplice ma significativo: salutare la Gospa con l’Angelus. Abbiamo iniziato a fermarci insieme per pregare l’Angelus, come un piccolo appuntamento quotidiano con Maria.

Mi piaceva l’idea che, anche tra un appuntamento del Festival e l’altro, tra una camminata, un pasto e una catechesi, ci fosse un momento per fermarsi e ricordarsi perché eravamo lì.

Non solo vivere il Festival.

Ma imparare a portare Medjugorje nella vita quotidiana.

E forse è proprio questo che vorrei rimanesse ai ragazzi dopo il pellegrinaggio: non soltanto fotografie, canti e ricordi, ma qualche piccola abitudine di preghiera da continuare anche una volta tornati a casa.

Le piccole cose che fanno il Mladifest

Il Festival dei Giovani non è fatto soltanto delle grandi celebrazioni.

Ci sono anche tutte quelle piccole cose che diventano parte dell’esperienza.

Le radioline e gli auricolari per seguire le traduzioni.

Il programma tradotto in tantissime lingue.

La maglietta ufficiale del Festival. Inginocchiatoi pieghevoli e meno di tutti i colori con famosa scritta ”Medjugorje”.

Il rotolo accanto alla chiesa dove lasciare le intenzioni di preghiera.

Le persone che cercano un angolo più tranquillo.

I più coraggiosi che durante le pause cercano una cascata per rinfrescarsi.

Qualcuno invece sceglie luoghi più silenziosi e meno affollati, come Surmanci.

E poi ci sono i canti. La musica del Mladifest: quest’anno c’era anche la tromba

L’orchestra internazionale del Mladifest è composta da giovani provenienti da diversi Paesi.

Quest’anno, però, ho notato un elemento particolare: la tromba.

Il suo suono dava un tono speciale a tutto l’accompagnamento musicale.

In alcuni momenti rendeva i canti ancora più solenni, in altri dava una forza quasi festosa alla partecipazione dei giovani.

Era uno di quei piccoli dettagli che magari non finiscono nel programma ufficiale, ma che contribuiscono a creare l’atmosfera del Mladifest.

E poi c’erano i canti in tante lingue, i balli, le bandiere e migliaia di giovani che partecipavano insieme.

L’Adorazione: quando migliaia di giovani fanno silenzio

In mezzo a tutto questo rumore bello, c’è un momento che continua a sorprendermi ogni anno.

Giovani in adorazione durante il Festival dei Giovani di Medjugorje 2026

L’Adorazione.

Perché migliaia di giovani che cantano, ballano e applaudono riescono improvvisamente a fare silenzio.

E non un silenzio vuoto.

Un silenzio pieno.

L’Adorazione rimane uno dei momenti più amati dai giovani del Mladifest. Monsignor Aldo Cavalli e quella frase su Medjugorje che mi è rimasta dentro

Tra le parole che più mi hanno colpita durante il Festival ci sono quelle di monsignor Aldo Cavalli.

Ha parlato di Medjugorje come di un giardino scelto da Gesù e Maria. Ha detto che Medjugorje è un giardino ricolmo di frutti di grazia, di pace, di fede…

Mi sono guardata felicissima intorno a vedere volti di miei pellegrini. Ultima sera vescovo di Mostra Monsignor Petar Palić ci ha detto che Cristo è la nostra fonte e che la Sua grazia non smette mai di scorrere.

Dopo la Messa, si è svolta l’adorazione di Gesù nel Santissimo Sacramento dell’Altare, seguita dall’Invio alla missione e dai saluti. I rappresentanti di tutti i paesi partecipanti al Festival dei giovani hanno ricevuto in dono davanti all’altare un rosario, offerto loro dai vescovi Palić e Cavalli. Purtroppo, solo quelli pocchi ragazzi che erano davanti. Speriamo prossimo anno li portino di più…

Ho osservato i volti delle persone presenti.

E dentro di me ho pensato:

“Forse ho capito qualcosa che fino a quel momento non avevo compreso così.”

Gesù e Maria hanno scelto Medjugorje.

Non un sacerdote.

Non una suora.

Non una singola persona.

Medjugorje.

Una piccola parrocchia scelta da Dio.

Il nostro e il vostro piccolo Medjugorje. Mi è piaciuta omelia del provinciale francescano Jozo Grbeš che ci ha detto di scegliere sempre la libertà, e saremo felici. Poi la omelia del Nunzio Chullikatt: il Papa ci esorta a non accontentarvi di una felicità effimera preceduta dalla lettura del messaggio del papa Leone XIV ai giovani (con 37 anni mi ci metto abbondantemente anch’io in mezzo).

Anita e Giuseppe dei Mienmiuaif.

Durante il penultimo giorno abbiamo avuto il piacere di avere a pranzo con noi Anita e Giuseppe dei Mienmiuaif, band cattolica che abbiamo avuto modo di conoscere e apprezzare.

E naturalmente si è parlato anche del torneo di ping pong a Medjugorje!

Sempre fedeli al loro stile anticonformista, riescono a conquistare proprio per la loro semplicità e autenticità.

Pellegrini sul Križevac prima della Messa all’alba durante il Mladifest 2026
La notte sul Križevac: la Messa all’alba dopo il Festival

Dopo il congedo finale e l’invio alla missione siamo partiti verso il Križevac.

Era quasi mezzanotte quando siamo arrivati sotto la Croce Bianca.

Siamo riusciti a prendere posti davvero ottimi.

Abbiamo persino dormito circa due ore e mezza.

Poi ha iniziato ad arrivare altra gente.

Chi era arrivato più tardi ha dovuto fermarsi all’altezza della settima stazione della Via Crucis.

Quest’anno c’erano tantissimi sacerdoti: circa una trentina si sono resi disponibili a salire per la Santa Messa.

La celebrazione è stata in croato, senza traduzione italiana.

Eppure la partecipazione era intensa.

La discesa è stata facile.

Poi doccia, colazione, valigie caricate e di nuovo sul pullman.

Abbiamo ripreso la strada verso l’Italia, tra preghiere e sonnellini fino a mezzogiorno.

Un piccolo “miracolo” già alla frontiera nell’arrivo

Quando siamo arrivati alla frontiera, non c’era praticamente nessuno davanti a noi.

Sembrava impossibile.

La persona che ci ospitava in albergo ci aveva raccontato che, appena quaranta minuti dopo il nostro passaggio, c’erano già circa 20 pullman in fila e che, in condizioni normali, avremmo potuto aspettare anche cinque ore.

Noi invece siamo passati senza praticamente accorgercene.

Per chi organizza pellegrinaggi, queste cose non sono dettagli.

Sono quei momenti in cui dici:

“Grazie, Signore.”

Giovani pellegrini in preghiera sul Podbrdo durante il Mladifest Medjugorje 2026
Come organizzatrice: una grazia che non si vede

Nel mio gruppo non abbiamo avuto problemi importanti.

Nessun malessere fisico.

Nessun particolare problema spirituale.

Nessuna situazione che abbia reso il pellegrinaggio difficile da gestire.

E questo, per chi organizza un gruppo, è un’enorme grazia.

La nostra cuoca ha preparato tutto fresco e con grande attenzione.

Anche questo fa parte dell’organizzazione di un pellegrinaggio: non si vede, ma conta tantissimo.

La partenza: Mestre, Padova, Bologna, Modena, Reggio Emilia… casa

La partecipazione alla Messa all’alba è stata davvero ottima.

E dopo la celebrazione siamo tornati verso l’Italia.

Ma il viaggio di ritorno non è stato semplicemente un viaggio.

È stato il momento dei saluti.

A Mestre sono iniziate le prime lacrime.

Poi Padova.

Poi Bologna, dove il gruppo era ancora più numeroso.

Modena. Reggio Emilia. Casa.

E ogni volta la stessa promessa:

“Ci vediamo l’anno prossimo.”

Quando il pellegrinaggio finisce, qualcosa rimane

Il pellegrinaggio non è finito davvero.

Rimane il nostro gruppo WhatsApp.

Rimangono i messaggi per sostenerci a vicenda.

Rimangono le amicizie.

Rimangono le fotografie.

E rimangono online le registrazioni della Parrocchia di Medjugorje con catechesi e testimonianze su Youtube.

Così possiamo tornare ad ascoltarle.

Ancora.

E ancora.

Il Mladifest non è soltanto un Festival

Se dovessi raccontare il Mladifest 2026 con una sola parola, sceglierei unità.

Eravamo tanti.

Tantissimi.

Da 76 Paesi diversi.

Con lingue, culture e storie completamente diverse.

Eppure, per sei giorni, eravamo semplicemente giovani pellegrini.

Abbiamo pregato insieme.

Cantato insieme.

Mangiato insieme.

Camminato insieme.

Sudato insieme.

Riso insieme.

E qualche volta anche dormito sul prato insieme!

Ma soprattutto abbiamo cercato insieme la stessa cosa:

La fonte.

Ad Fontem.

Alla fonte.

Pellegrina Claudia di Roma in visita al centro spirituale Totuus Tuus Medjugorje.

Mladifest Medjugorje 2027: appuntamento dal 27 al 31 luglio

Il prossimo appuntamento sarà dal 27 al 31 luglio 2027.

Il riferimento biblico sarà Colossesi 3,15.

Un nuovo Festival.

Un nuovo tema.

Nuovi giovani.

Nuovi pellegrini.

Eppure la stessa ricerca.

Quella di tornare alla fonte.

Io, che a Medjugorje sono nata e che accompagno gruppi ogni anno, so già che tornerò.

Perché ogni volta che penso di conoscere già Medjugorje, succede qualcosa che me la fa vedere con occhi nuovi.

E forse è proprio questo il bello.

Medjugorje non finisce quando si parte.

Rimane.

Nel cuore.

Nelle persone incontrate.

Nelle preghiere.

Nei messaggi che continuiamo a scambiarci.

E in quella promessa che, alla fine di ogni pellegrinaggio, ci diciamo sempre:

“Ci vediamo l’anno prossimo.”

Mladifest Medjugorje 2027, ci vediamo lì

Dal 27 al 31 luglio 2027, Medjugorje tornerà ad accogliere giovani da tutto il mondo per un nuovo Festival dei Giovani.

E forse, dopo aver vissuto il Mladifest 2026, la domanda non è tanto perché tornare.

La domanda è:

come si fa a non tornare?

Mladifest Medjugorje 2027, ci vediamo lì.

FAQ — Mladifest Medjugorje

Quando si è svolto il Mladifest 2026? Nuovo sito della Parrocchia dedicato al Festival è questo: https://www.mladifestmedjugorje.com/it

Il 37° Festival dei Giovani di Medjugorje si è svolto dal 1° al 6 agosto 2026.

Quando sarà il Mladifest 2027?

Il prossimo Festival dei Giovani di Medjugorje è previsto dal 27 al 31 luglio 2027.

Qual era il tema del Mladifest 2026?

Il tema del 37° Mladifest era “Ad Fontem – Alla fonte”.

Qual è il tema biblico del Mladifest 2027?

Il riferimento indicato per il Mladifest 2027 è Colossesi 3,15.

Chi può partecipare al Festival dei Giovani di Medjugorje?

Il Mladifest è rivolto soprattutto ai giovani, ma le celebrazioni e gli appuntamenti del Festival vengono vissuti da pellegrini di tutte le età provenienti da numerosi Paesi del mondo.

Grazie per l’attenzione,

Ivana Silvestro

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    Domande Frequenti FAQ

    Consulta le nostre FAQ per ottenere risposte alle domande più frequenti

    IVANA SILVESTRO d.o.o. è un tour operator con sede a Medjugorje, Bosnia & Erzegovina, specializzato nell'organizzazione tecnica di pellegrinaggi a Medjugorje e Spag. La fondatrice, Ivana Silvestro, originaria di Medjugorje, e suo marito Stefano Silvestro, italiano, hanno creato questa agenzia con l'obiettivo di offrire esperienze di pellegrinaggio autentiche e personalizzate.

    Ivana, con la sua conoscenza profonda di Medjugorje, si impegna a interagire direttamente con ogni partecipante per assisterli nel loro cammino spirituale e aiutarli a comprendere il "perché" della loro visita a Medjugorje.

    Assolutamente sì! Puoi partecipare a uno dei pellegrinaggi programmati, che credo sia un'esperienza molto bella da condividere con il tuo coniuge e un'opportunità educativa per i bambini o i nipoti. Inoltre, offriamo tariffe scontate per i più piccoli:

    Fino a 4 anni: €100

    Dai 4 ai 6 anni: sconto del 50%

    Dai 7 ai 12 anni: sconto del 30%

    • Viaggio A/R in pullman comodo e moderno, con ampio spazio tra i sedili, toilette a bordo, caffè e acqua.
    • Spostamenti interni a Medjugorje: Krizevac, Podbrdo e visite alle comunità locali.
    • Sistemazione in hotel centrale, vicino alla Parrocchia di Medjugorje, in camere doppie e triple.
    • Trattamento di pensione completa per tutta la durata del pellegrinaggio.
    • Polizza assicurativa medico-bagaglio AXA per tutta la durata del viaggio.
    • Guida abilitata dalla Parrocchia di San Giacomo a Medjugorje, Ivana Silvestro, per l’intera durata del pellegrinaggio.
    • Due accompagnatori che ti seguiranno durante tutto il pellegrinaggio.
    • Assistenza e supporto continuo: dalla partenza, con il gruppo WhatsApp e incontri online prima del viaggio, fino alla fine del pellegrinaggio.
    • Incontri speciali con i partecipanti e ricevimenti dalle comunità locali.
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    È previsto anche il tempo per la riflessione individuale, due volte al giorno. Nel programma sono inserite le pause per farti riposare. Per la passeggiata e meditazione. Ogni sera i partecipanti seguono il programma serale in Parrocchia.
    Usciremo due volte sui monti, il mercoledì sul Krizevac e il giovedì su Podbrdo.

    Non ti sarà proibito nulla ma meglio disciplinarsi e resistere alla tentazione. Se poi, soffri molto mal di testa e non c’è la fai perché ti distrae dalla preghiera, nella casa c’è la macchinetta per il caffè.

    Sì, ti forniremo il pane senza glutine.

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    Il Cammino da Sarria a Santiago de Compostela è lungo 115 km, quindi, generalmente, si impegnano 5 giorni per completarlo.

    Pernottamento in albergue prenotati, e talvolta i pasti (colazione e cena). Include ‘’la credenzial’’ (la credenziale) che attesta il completamento del Camino e il certificato finale.

    Il Cammino da Sarria è considerato una delle tratte più facili, con percorsi relativamente brevi e un dislivello moderato. Tuttavia, comunque richiede un minimo di preparazione fisica, dato che il terreno può essere accidentato e le distanze variano ogni giorno.

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