Milka Zovko, madre di Jozo Zovko, è stata una donna del Terz’Ordine Francescano, anima di pace e di preghiera. La sua fede silenziosa ha segnato profondamente la spiritualità nata attorno a Medjugorje. In questo articolo ricordiamo la sua vita e la forza con cui affrontò la prigionia del figlio.

Milka Zovko: la madre di fra Jozo e la forza silenziosa della fede

Madre di un sacerdote.
Madre di un figlio perseguitato.
Madre che ha saputo soffrire senza perdere la pace.

Quando pensiamo a Jozo Zovko, ricordiamo con affetto il frate coraggioso, segnato dagli eventi legati alle apparizioni di Medjugorje e dalla prigionia a Foča.

Oggi ricordiamo proprio quel periodo doloroso quando gli fu permesso di tornare a casa per assistere il funerale del padre Mate. Ma per comprendere fino in fondo la sua forza, dobbiamo guardare alla radice: sua madre, Milka Zovko.

Chi era Milka Zovko?

Milka Zovko (1901–1984) è stata l’anima della famiglia. Donna del Terz’Ordine Francescano, entrò tra i terziari appena maggiorenne. La sua fede non era fatta di parole, ma di vita concreta.

Sposò Mate Zovko e diede alla luce dieci figli: cinque maschi e cinque femmine. Due di loro entrarono nella grande famiglia francescana: fra Jozo e suor Fabijana. Anche altre figlie e nuore appartenevano al Terz’Ordine.

La famiglia era laboriosa e benestante, ma si lavorava duramente, dall’alba al tramonto. Nessuno era escluso. Milka, pur di salute fragile, si prendeva cura dei figli e contribuiva con il lavoro delle sue mani al sostentamento della casa. Il dolore non mancò. Il figlio più piccolo, Nikola, morì annegato a dodici anni. Una ferita che una madre porta per sempre nel cuore.

Una donna di pace

Le famiglie vivevano vicine, i campi confinavano, il lavoro era duro. In un contesto così era facile che nascessero tensioni. Milka sceglieva sempre la pace. Se vedeva nascere un possibile conflitto, preferiva tacere e offrire il sacrificio, anche a proprio danno, pur di mantenere l’armonia. Sapeva che solo nella pace si può vivere bene, anche nella povertà e nelle difficoltà. Per tutti aveva una parola buona, un consiglio, una presenza discreta. Era una terziaria “di altri tempi”: semplice, umile, perseverante nella preghiera, vera figlia di Francesco d’Assisi.

Una vita immersa nella preghiera, il vero segreto della pace

La Messa, i sacramenti, il Rosario e la preghiera familiare erano il centro della sua giornata.

Negli ultimi anni non lasciava mai la corona del Rosario dalla mano. Pregava a lungo, con fede profonda e fiducia totale in Dio. Insegnava ai figli a pregare con l’esempio, prima ancora che con le parole.

La prova della prigionia di fra Jozo

Il momento più duro arrivò quando fra Jozo fu arrestato e imprigionato dopo gli eventi di Medjugorje. Le accuse pesavano sulla famiglia. Il padre non ebbe la forza di andarlo a trovare in carcere.

Milka invece andò.
Calma, composta, fedele. La sua presenza fu conforto e sostegno per il figlio nei giorni più difficili.

Nel 1982 morì suo marito Mate, mentre fra Jozo era ancora in carcere. Gli permisero di partecipare al funerale sotto stretta sorveglianza. Sul volto di Milka si leggeva il dolore, ma non la disperazione. Rimase dignitosa. La fede le dava forza. Il dolore non la spezzò. Lo trasformò in preghiera.

L’eredità spirituale di una madre

Milka è stata il cuore di una famiglia numerosa. Aveva comprensione per ogni età e sapeva trovare la parola giusta, il consiglio, e quando necessario anche una dolce correzione.

Ha lasciato un segno luminoso di autentica vita cristiana: madre buona, donna generosa, anima di pace.

Forse la spiritualità di fra Jozo nasce proprio lì.
Nel silenzio di una madre che pregava.
Nel Rosario sgranato ogni giorno.
Nella pace custodita anche quando costava sacrificio.

Perché le grandi vocazioni spesso nascono dal cuore nascosto di una madre.

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