Benvenuto sul mio blog, pellegrino!
Lascia che ti prenda per mano e ti conduca nel mio mondo fatto di fede e spiritualità.
In questo primo post, desidero regalarti una testimonianza preziosa. Oggi, voglio infatti raccontarti di come io, Ivana Silvestro, ho approfondito la mia fede e, in particolar modo, del digiuno di Medjugorje.
Il digiuno è uno strumento conosciuto fin dall’antichità, basti pensare che già i Santi e la Madonna lo praticavano con costanza. Negli ultimi anni, qui a Medjugorje, la pratica del digiuno è tornata a farsi sentire fortemente e si sta diffondendo sempre di più.
Il digiuno di Medjugorje, la Madonna, ce lo chiede fin dal suo primo messaggio, il 26 giugno del 1981 quando, ai piedi del monte Crnica, apparve a sei giovani dicendo: “Pace, pace, pace, fate la pace fra di voi ma per questo – aggiunge – mi è necessario che vi convertiate, pregate e digiunate”.
Io, che sono di Medjugorje, questo invito l’ho ascoltato e fatto mio. Dei cosiddetti cinque sassi di Medjugorje, questo è il tassellino che mi mancava.
Inizialmente, ho però avuto delle difficoltà, anche perché non sapevo ci fosse un vero e proprio metodo. Tante volte sono passata accanto alla casa Domus Pacis, conoscevo bene le persone che ci lavorano e avevo anche diversi amici che hanno preso parte al seminario di digiuno, preghiera e silenzio. Ho visto dei profondi cambiamenti in loro.
Io, che ero in procinto di sposarmi, avevo deciso di digiunare prima di ricevere questo bellissimo sacramento, ma tutti i miei tentativi risultarono vani. Diverse volte finii in pronto soccorso. Ero molto sfiduciata e mi sentivo così piccola dinanzi a questo messaggio. Successivamente, anche mio marito Stefano ha partecipato a questo seminario e ho potuto vedere coi miei occhi quanto tutto questo gli abbia dato, quanto abbia arricchito lui e la nostra famiglia.
Io però, continuavo ad avere delle forti difficoltà fino a quando, inaspettatamente, mi arriva una telefonata da parte di un amico di mio marito che mi invita a prendere parte al seminario, la domenica successiva. Nonostante i tanti dubbi, decido di andarci.
Qui, incontro una ragazza che mi dice: “affidati alla volontà divina”. Così ho fatto e quella sera andò davvero bene. Il secondo giorno, senti un grande cambiamento in me, un cambiamento vissuto sia fisicamente che interiormente. È come se qualcosa, dentro di me, si fosse staccato, ho sentito tanta forza fisica, psicologica e spirituale. Ho poi continuato a partecipare ad altri seminari fino a quando la parrocchia mi ha invitato a coordinare il prossimo seminario, quello del 18 marzo.
Quello che ho capito, gentili lettori, è che esiste un metodo per digiunare. Si mangia tre volte al giorno sulla tavola apparecchiata e bisogna pranzare con il massimo rispetto per il cibo, che è un grande dono. Quindi digiunare non è mortificarsi, ma bensì accogliere Gesù.
I giorni prescelti, mercoledì e venerdì, hanno radici profonde: il digiuno del venerdì era un modo per celebrare e onorare la passione e la morte di Gesù. Il digiuno del mercoledì, invece, manifestava l’amore dei fedeli per Gesù ricordando il mercoledì della Settimana Santa, quando Giuda andò dai farisei e fissò con loro il prezzo del suo tradimento.
Il digiuno è una scelta di piena libertà. Si mangia solo pane e acqua per sei giorni. Questo, serve per spogliarci spiritualmente di tutto ciò che è un eccesso, per portarci velocemente dinanzi a Gesù. Questo strumento permette allo Spirito Santo di rinnovare i suoi doni e di scendere su di noi.
Se il tuo desiderio è quello di crescere nella fede, ti consiglio il digiuno di Medjugorje come grande strumento di cambiamento.
In chiusura, ti ricordo che sarò proprio io, Ivana, a coordinare il prossimo seminario per la lingua italiana dal 20 al 25 agosto. Un’altra grande emozione, per me, dopo quello condotto dal 19 al 24 marzo.